Il Pane del Silenzio.
Nel cuore di un borgo siciliano, tra ulivi contorti e muri di pietra, viveva Maddalena, la fornaia del mattino. Ogni giorno, prima che il sole si alzasse, impastava il pane con mani lente e sicure, come se stesse cullando un neonato. Non parlava molto, ma chi entrava nel suo forno sentiva subito una pace profonda, come quella che si prova tra le braccia di una madre.
Il suo pane era semplice, fatto di farina, acqua, sale e tempo. Ma ogni pagnotta portava un’incisione: un segno, un simbolo, una parola. Maddalena diceva che il pane doveva parlare, come parlano le mani quando abbracciano. I suoi clienti lo chiamavano “il pane del silenzio”, perché mangiarlo faceva rallentare i pensieri e aprire il cuore.
Un giorno, un giovane artista arrivò nel borgo. Assaggiò quel pane e rimase in silenzio per ore. Poi tornò ogni mattina, disegnando ciò che sentiva: spirali, occhi chiusi, mani aperte. Nacque così la collezione “Alimmente: forme del pensiero”, dove ogni opera era ispirata a un sapore, un’emozione, un gesto.
Un giorno, un giovane artista arrivò nel borgo. Assaggiò quel pane e rimase in silenzio per ore. Poi tornò ogni mattina, disegnando ciò che sentiva: spirali, occhi chiusi, mani aperte. Nacque così la collezione “Alimmente: forme del pensiero”, dove ogni opera era ispirata a un sapore, un’emozione, un gesto.




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